PLAY MORE

Il progetto

Il progetto è finanziato dal bando “Spazi Civici di Comunità” di Sport e Salute.

Le attività progettate prevedono l’utilizzo di metodologie basate sulla partecipazione attiva dei ragazzi coinvolti che permettano l’integrazione, la collaborazione, l’accettazione della diversità come risorsa, favorendo così la comunicazione, la socializzazione del singolo e la crescita collettiva.

I laboratori opportunamente attrezzati per attività individuali e collettive prevedono la presenza di: esperti esterni, docenti esperti, docenti in funzione di osservatori-promotori e alunni, parte attiva e consapevole del processo formativo, in grado di esperire in prima persona cose e accadimenti; caratteristiche dei materiali che si usano, l’efficacia del proprio gesto e delle proprie azioni al fine di compiere esperienze che consentano loro di acquisire abilità e strumenti adeguati al livello cognitivo e di sviluppare le potenzialità possedute.

L’intento di Play More e’ quello di far sperimentare ai giovani con disabilità e non lo sport sotto due differenti punti di vista:

1. sport vissuto come ‘protagonista’;
2. sport vissuto come ‘spettatore’. Play More mira a svolgere attività sportive integrate, tra cui: – Trekking; – Equitazione; – Rugby; Nuoto; – Bocce; – Alpinismo; – Ginnastica; – Atletica; Calcio; – Pallavolo.

La dinamicità che si crea attraverso lo sperimentarsi in sport differenti fornisce ai ragazzi gli strumenti e le capacità adeguate per conoscere se stessi, in contesti nuovi e stimolanti, migliorando in loro la creatività e la consapevolezza di sé. In concomitanza i ragazzi potranno intraprendere un percorso di sostengo psicologico. ‘Sport vissuti come protagonista’ Parallelamente allo svolgimento delle attività sportive i ragazzi saranno protagonisti anche di attività ludicoricreative e culturali.

Si sperimenteranno, infatti, in: Laboratori di teatro; – Laboratori d’arte; – Laboratori di musica; – Laboratori di cucina; – Laboratori di radio; Laboratori di videomaking; – …….. L’oratorio Triante offrirà a Play More uno spazio per svolgere laboratori di teatro e uno studio di trasmissione audio – video per svolgere ‘tg’ delle attività sportive.

Considerando, perciò, quanto la semplice gita fuori porta è elemento di socializzazione e apprendimento, Play More organizzerà giornate sportive dove la logica di assistenzialismo verso il ragazzo con disabilità viene invertita. Infatti, le attività laboratoriali e quelle sportive sopra citate sono finalizzate non solo allo sviluppo di autonomia utile nel quotidiano, ma anche allo sviluppo di competenze professionali utili in ambito lavorativo.

Verranno, perciò, sfruttate le giornate sportive del territorio monzese per iniziare sperimentare le competenze acquisite.
Una giornata tipo sarà, così, strutturata:

– Mattina: ritrovo presso Bocciodromo Rosmini dove i ragazzi con disabilità prepareranno un pranzo per coloro che li accompagneranno all’evento sportivo. Grazie ad un corso di HACCP, potranno utilizzare la cucina del bar e acquisire le competenze necessarie per essere inseriti in un tirocinio nel settore della ristorazione;
– Pranzo: il pranzo sarà non solo momento di socializzazione, ma alcuni ragazzi con disabilità potranno sperimentarsi nei vari ruoli della ristorazione (servizi ai tavoli, apparecchiamento, sparecchiamento, preparazione bevande, lavaggio piatti,…)
– Evento sportivo: in una logica di inversione dei ruoli l’accompagnato diventerà accompagnatore sviluppando in lui senso di responsabilità’. Le società sportive forniscono, infatti, biglietti gratuiti a portatori di disabilità e agli accompagnatori. In altri casi dove non è possibile partecipare in presenza, i ragazzi e gli accompagnatori assisteranno all’evento presso lo Bocciodromo Rosmini; Dopo l’evento verranno svolte attività di tipo culturale o ludico-ricreative organizzate e gestite dai ragazzi con disabilità che hanno frequentato i laboratori sopra citati.

Lo sport come spettatore diventerà un altro motore di sviluppo di nuove relazioni sociali. I laboratori saranno veri e propri corsi formativi e professionalizzanti, certificati e non, e permetteranno di attivare nella fase finale di progetto inserimenti in percorsi di tirocinio. Ad esempio, dopo lo svolgimento di un corso per istruttori sportivi un ragazzo potrebbe diventare terzo allenatore, oppure grazie ad un corso di HACCP potrebbe essere inserito nel settore della ristorazione. Questo processo segue un bilancio delle competenze, la stesura di un curriculum e la registrazione di un video-curriculum (dove possibile). I ragazzi con disabilità e non verranno affiancati da uno psicologo durante il loro intero percorso personale di crescita.li sviluppare nuovi approcci relazionali ed alternativi.